Il Garante dei detenuti del Comune di Livorno Solimano sulla morte alle Sughere di un detenuto di 82 anni

Livorno, 30 ottobre 2020 – Il Garante dei detenuti del Comune di Livorno Marco Solimano interviene sulla morte alle Sughere di un detenuto di 82 anni positivo al Covid:”
Ieri pomeriggio un detenuto ospitato presso la Casa Circondariale di Livorno ha perso la vita.
La morte è sempre un evento tragico e sconvolgente lo è ancora di più nella solitudine e nell’isolamento di una cella.
Ed esprimo il più sentito cordoglio, anche da parte della città, alla famiglia, agli amici ed ai suoi compagni di detenzione.
Antonino aveva 82 anni, tanti anni di carcere già scontato e diverse patologie oramai divenute croniche e qualche giorno addietro la positività al Covid.
Nonostante l’età non aveva sintomi se non qualche linea di febbre già scomparsa e come prevede il protocollo, era stato messo in isolamento sanitario in attesa del secondo tampone. La mattina aveva incontrato l’educatrice ed i medici, si sentiva più sollevato, non ha mai avuto difficoltà respiratorie.
Ed il pomeriggio all’improvviso lo schianto, una morte fulminea e non attesa.
Si rimane senza parole, non riesco a rassegnarmi allo scenario di morte provocato dalla pandemia.
In carcere è però tutto più grande, ogni cosa si amplifica in virtù della precarietà della condizione, dell’ansia che sale negli spazi ristretti, della mancanza di autonomia ed autodeterminazione, della perenne condizione di attesa che costantemente attraversa la tua esistenza.
Antonino qualche mese addietro aveva avanzato richiesta di differimento pena ai domiciliare considerata la sua età avanzata, le sue precarie condizioni di salute, l’incombenza del contagio da covid.Ma era stata respinta.
E mi chiedo allora cosa si possa chiedere di più ad un uomo oramai nel periodo terminale della sua esistenza, afflitto da numerose patologie croniche, con alle spalle tanti e tanti anni di carcerazione.
Forse Antonino già da tempo avrebbe dovuto essere fuori da una cella poiché la sua condizione, a mio modesto parere, si palesava come incompatibile con la realtà penitenziaria.
Eppure il giorno della sua morte Antonino era sereno in quanto aveva presentato nuova istanza di differimento pena ed anche una di permesso premio.
Non potrà mai più sapere l’esito delle nuove istanze ma è bello pensare che negli ultimi attimi della sua vita la sua mente ed il suo animo siano stati attraversati da pensieri positivi… forse questa volta ce la faccio, forse questa volta mi mandano a casa”.

Livorno, articolo pubblicato dalla redazione il 30 Ottobre 2020

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