Continua a tremare la terra




Continua a tremare la terra
Forte scossa di in Giappone: magnitudo superiore il quinto grado
Nelle ultime 48 ore due nuovi forte scosse di terremoto hanno interessato il Giappone, entrambe sopra il quinto grado della scala Richter. La prima scossa nella giornata di ieri, con una magnitudo di 5.6 sulla scala Richter ed epicentro a 60 km da Rausu, Hokkaidō. L’altra scossa invece, magnitudo 5.0 è stata registrata alle 14.40 di oggi ed è stata localizzata nei pressi di Miyako. Il sisma è stato percepito in modo particolare nel nord del Giappone.

Doppia violenta scossa di terremoto nel Mediterraneo
Dopo il violento terremoto magnitudo 6.8 che ha colpito la Grecia, nei pressi dell’isola di Zante, continue scosse di terremoto si stanno registrando nel sud del Mediterraneo, soprattutto nei pressi Grecia ionica. Diverse scosse anche superiori al quarto grado si sono verificate nelle ultime ore. Questa mattina una doppia violenta scossa di terremoto ha interessato la zona di Kern, in Grecia, con magnitudo 4.7 e 4.5 sulla scala Richter. Le scosse sono avvenute a pochi minuti di distanza una dall’altra.


La terra sta continuando a tremare in Indonesia: altre scosse superiori al quinto grado
Altre scosse di terremoto in Indonesia, anche superiori al quinto grado della scala Richter nelle ultime 24 ore. Scosse a Tonga e isole Samoa, l’ultima di magnitudo 5.3 sulla scala Richter avvertita nettamente dalla popolazione e in un raggio di oltre 100 chilometri.
Altre scosse anche in Indonesia, dove la terra sta continuando a tremare quasi ininterrottamente in questo anno 2018.
La zona, come ricordato più volte ricade nel cosiddetto “anello di fuoco” che si estende per circa 40.000 km in una forma a ferro di cavallo che va a circondare l’Oceano Pacifico.

Un mini tsunami lambisce le coste di alcune regioni del sud.
Dopo il violento terremoto che ha colpito ieri la Grecia, con magnitudo 6.8 sulla scala Richter, Onde “anomale” hanno infatti interessato dopo qualche ora dall’evento anche parte della Calabria, Sicilia e Puglia meridionale.
L’area maggiormente interessata da questo fenomeno è stata quella compresa tra Otranto e Santa Maria di Leuca dove si è visto un innalzamento del livello del mare di circa 50 centimetri, così come nella zona del crotonese, in Calabria.
A sollevare il mare è stata la rottura di una faglia che si è poi propagata poi in superficie generando il sollevamento del livello del mare di alcuni centimetri.
L’allerta arancione è stata subito diramata dal Dipartimento della Protezione Civile, che coordina il Sistema d’Allertamento nazionale per i Maremoti generati da sisma (SiAM), perché il terremoto di magnitudo 6.8 è avvenuto a una distanza maggiore di 100 km dalle coste italiane. Ciò significa che ci si attendeva un fenomeno relativamente piccolo, ma potenzialmente pericoloso per chi si fosse trovato nei porti o sulle spiagge.
RIPRODUZIONE RISERVATA il Gazzettino di Livorno


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