Computer rubati nelle scuole elementari a Livorno


Computer rubati nelle scuole elementari a Livorno

Computer rubati nelle scuole elementari a Livorno
Computer rubati, nella notte in tre scuole elementari. Furto alle Benci, D’Azeglio e Collodi in viale Risorgimento. Alla scuola Collodi rubati 8 pc portatili collegati alle lavagne multimediali Lim.
Colpo, nella notte tra lunedì e martedì, ai danni della scuola elementare Collodi in viale Risorgimento: portone scardinato, segni di effrazione, carte e documenti sparpagliati, ma soprattutto 8 pc portatili, collegati alle lavagne multimediali Lim, portati via. A fare la scoperta è stato il personale Ata poco prima delle 8 di questo martedì 12 dicembre. Subito avvertita, la dirigente scolastica delle Collodi-Benci-D’Azeglio, Gianna Valente, ha dato disposizione di effettuare un sopralluogo nelle classi per evitare di farle trovare sporche e in disordine. Dopodiché ha chiesto che venisse fatta una ricognizione di quello che mancava. Di qui la scoperta del furto di 8 computer portatili. “Abbiamo partecipato ad alcuni concorsi – spiega Valente – per recuperare i fondi necessari all’acquisto dei pc. Questo furto rappresenta un grosso danno, soprattutto per i bambini”. E’ stato poi appurato che i ladri, forse pensando si trattasse dell’allarme, avevano staccato il riscaldamento. Di fronte alla presenza dei termosifoni freddi all’orario di entrata è stata data l’opportunità ai genitori di decidere se riportare a casa il figlio, se farlo entrare regolarmente subito o se farlo entrare le 10. Nel frattempo è stato ripristinato il riscaldamento. Sul posto è intervenuta la polizia. E proprio sulla presenza della polizia Valente rivolge un richiamo al senso di responsabilità dei genitori: “Ritengo sia irresponsabile mettere in giro ipotesi non fondate su segni di sangue o altro trovati a scuola. Qui, alle Collodi, è intervenuta la polizia e non la scientifica. Montare fake news crea solo allarmismo ingiustificato”. Furti, nella notte, anche ai danni delle scuole elementari Benci e D’Azeglio. FABIO GIORGI