Ancora quarantotto ore di trattativa M5s-Lega, stallo su premier

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Ancora quarantotto ore di trattativa M5s-Lega, stallo su premier”Ampia convergenza su programma” ma non su nomi, domani nuovo vertice. Berlusconi: Salvini non ha tradito
Roma, 11 maggio
Ancora quarantotto ore, tra Roma e Milano, per trovare la quadra sul ‘contratto’ e, soprattutto sul nome del premier del primo governo giallo-verde della storia italiana. Tutto da definire entro domenica e comunicarlo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sul programma, sia da parte di M5S che della Lega, si continua a ribadire che ci sono “ampie convergenze”, ma per ora si è solo ai titoli: reddito di cittadinanza, flat tax, immigrati, legge Fornero. E poi, c’è anche il conflitto di interesse. Un accordo, quello fra leghisti e grillini, che è stato di fatto permesso da Silvio Berlusconi, che ha ritirato il suo veto alla possibilità che il centrodestra (la Lega in particolare) tentasse di formare un governo con i pentastellati. Interpellato dai cronisti a Milano l’ex premier, dopo aver detto “vediamo come va” riferendosi all’alleanza M5S-Lega ha chiarito che “assolutamente no”, quello di Salvini non è stato un tradimento. Questa mattina a Roma Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono nuovamente visti, ma l’incontro non è stato dirimente se è vero che per domani pomeriggio, al Pirellone a Milano, è già in programma un nuovo faccia a faccia. Così come è già fissato un nuovo tavolo sul programma. Obiettivo, arrivare a domenica con la quadratura del cerchio. “Stiamo facendo notevoli passi in avanti, stiamo trovando notevoli convergenze, è stato un incontro positivo”, “si parla di temi, di nomi parleremo a breve”, spiega Di Maio lasciando Montecitorio. Ma il capo pentastellato cerca di mandare, anche a Mattarella, segnali positivi sul rapporto con l’Europa. “Questi temi – spiega – saranno affrontati all’interno del lavoro che stiamo portando avanti, ma deve essere chiara una cosa: conosciamo la situazione dell’Europa, sappiamo che ci sono cose che vanno fatte in Europa, ci sono anche nell’ambito del bilancio dell’Unione, ci sono pretese dell’Italia che deve portare avanti, sul fondo sociale europeo, sui finanziamenti che devono arrivare, c’è tanto da fare”. Poi replica alle preoccupazioni espresse da Antonio Tajani. “Chi vede in questa ipotesi di governo una minaccia per l’Europa, forse vede una minaccia per la sua poltrona, non per l’Europa”, dice. Ma oggi a Roma c’era anche Davide Casaleggio che ha annunciato che “l’eventuale contratto di governo che sarà sottoscritto da M5s e Lega sarà posto ai voti sulla piattaforma Rousseau”, come è accaduto in Germania per la base Spd. “Noi ù ha spiegato ù lo faremo in modo diverso chiedendo agli iscritti di votarci online e non su schede di carta”. Il tema vero resta però quello del nome del premier e della partecipazione dei due leader all’esecutivo. Il nome Di Giampiero Massolo sarebbe in calo, mentre fonti M5s fanno sapere che sarebbe stata rilanciata l’ipotesi di lasciare che il ruolo di premier venga affidato a Di Maio. Ma i leghisti si sarebbero opposti. La trattativa per la formazione del governo non è però chiusa tra M5S e Lega. Nel pomeriggio alla Camera Di Maio ha incontrato per circa un’ora il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
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