Stava per ammazzare un poliziotto ed è già libero, così nulla può funzionare

Stava per ammazzare un poliziotto ed è già libero, così nulla può funzionare
Bozza automatica 5Già libero il soggetto ben noto alle forze dell’ordine arrestato per l’aggressione a Cecina di due agenti, una poi colpita da ischemia, l’ira dell’Fsp Polizia: “Così nulla può funzionare, hai voglia di morti…”
“Mentre i corpi dei nostri due colleghi ammazzati a Trieste sono ancora caldi, un soggetto già ben noto alle forze dell’ordine arrestato per l’aggressione avvenuta a Cecina ai danni di altri poliziotti, finiti in ospedale, una con un’ischemia dovuta probabilmente al trauma subito, è già tornato in libertà. E’ stato dentro appena il tempo che un altro soggetto fuori controllo trucidasse altri due poliziotti. C’è davvero qualcosa che non va, e continuare a fingere che non sia così è un’offesa all’intelligenza di tutti. Nulla così può funzionare. Il sistema non è coerente. La politica sorvola totalmente sulle reali necessità della sicurezza ma tutto, alla fine dei conti, è nelle mani di chi siede su comode poltrone permettendosi il lusso di ricordarsi delle Forze dell’ordine solo quando c’è da stilare una nota di cordoglio. Le norme e l’apparato giudiziario sono a dir poco ‘molli’ rispetto alla durezza della violenza con cui le forze dell’ordine fanno i conti; e quando questo succede non si spezzano un’unghia, finiscono in una bara. Non è più sopportabile. La nostra vita non vale un minimo di impegno per trovare la voglia e la forza di intervenire seriamente perché lo Stato sappia esattamente cosa vuole da noi e come lo vuole. Non ci sono morti che bastino…”.
Duro commento di Valter Mazzetti, Segretario Generale della Federazione Fsp Polizia di Stato, dopo l’aggressione subita da una poliziotta di Livorno e un suo collega, entrambi finiti in ospedale, lei con un’ischemia, a seguito di un’aggressione avvenuta a Cecina, ad opera di un uomo di cittadinanza russa in stato di alterazione, già ben noto alle forze di Polizia e poi finito in arresto. Al processo per direttissima il pm aveva chiesto la custodia in carcere e il difensore i domiciliari, ma il giudice ha rimesso l’imputato in libertà con il solo obbligo di firma.
E’ inaccettabile mandare a casa chi attenta alla nostra incolumità, all’integrità delle istituzioni, all’autorevolezza dello Stato. Un’autorevolezza a cui nessuno così potrà credere.
Fsp Polizia – Ufficio Stampa

Livorno, articolo pubblicato il 05 Ottobre 2019

RIPRODUZIONE RISERVATA il Gazzettino di Livorno
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